La bici nel 2013 sarà il mezzo più pericoloso di tutti.
Secondo una proiezione riportata qua si morirà più in bici che in moto. Ogni giorno in Italia perde la vita un ciclista e 40 finiscono in ospedale per ferite più o meno gravi. Una strage che colpisce più gli stranieri che gli italiani.
Le città sono state fatte per le auto, o meglio per i suv degli immobiliaristi che possono prendere i dossi ai 50 all’ora.
Mi dispiace solo che per rendersi conto della gestione criminale da parte di certi sindaci o assessori abbiamo dovuto aspettare che molte persone muoiano facendo una cosa salubre che non danneggia gli altri o il pianeta.
Ma fino a poco tempo fa chi sosteneva che si sarebbe dovuto appoggiare e investire sulla mobilità sostenibile era considerato “contro il progresso”, senza dubbio un comunista (e c’è qualche coglione che lo pensa ancora). La bici è una perdita di tempo, per uscire dobbiamo prendere la macchina. Salvo poi perdere milioni di ore su facebook o sul divano a guardare la TV. La Tv: la nostra unica forma di conversazione, ci piacciono le discussioni nei salotti televisivi. Ci piacciono quelli che promettono quello che vogliamo. Ci piacciono le veline, che a forza di vederle ogni sera (visto che la benzina costa) sono diventate nostre amiche e per qualcuno anche amanti. Ci piace il sabato mattina che quando c’è un bel sole laviamo la macchina. Ci piace il sabato pomeriggio che andiamo a fare shopping al centro commerciale che se fa caldo, è fresco, e se fa freddo, è caldo. E se piove, c’è il bel parcheggio coperto. Ci piace il sabato sera che andiamo a mangiare al ristorante in macchina. Ci piace la domenica mattina che andiamo dalla suocera con la macchina che brilla. E la pizza della domenica sera che c’è il posticipo. E’ su questa idea schizzofrenica di progresso che si basa, si è basata la visione della cosa pubblica negli ultimi anni in Veneto e in Italia: i cittadini sono galline da spennare e l’economia gira.
Gli immigrati e i giovani e gli indomabili audaci che ogni giorno salgono sulla bici sono uomini di un altro tempo. Il tempo prossimo venturo 🙂

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