Intervista ad un mappatore OpenSteetMap. Come molti già sanno, alcune delle applicazioni presenti su euganeo.org (da eciclo a cyclemap, passando per le mappe itinerari @ euganeo.org e trailstatus), usano OpenStreetMap come layer-mappa, così abbiamo pensato di farci raccontare da uno degli mappatori più attivi dei Colli Euganei, Alessio -“Al3xius” per gli utenti OSM – come funziona e cosa significa mappare su OSM, una delle novità più utili e promettenti del panorama web degli ultimi anni.
Ne è uscito un racconto veramente interessante.

1) Che cos’è OSM – OpenStreetMap?

Il progetto nasce in Inghilterra nel 2004, con lo scopo di creare una mappa “libera” del mondo, che permetta di creare mappe e cartografie a chiunque lo desideri e con qualsiasi finalità, comprese quelle di tipo commerciale. Il progetto si basa su un approccio di tipo volontario e collaborativo e tutti possono liberamente aggiungere nuovi dati e correggere o integrare quelli già esistenti, esattamente come avviene per Wikipedia.
Uno dei punti di forza è l’elevato grado di motivazione delle persone, i “mappatori”, coinvolte nel progetto, mentre la stessa struttura libera e aperta costituisce il rovescio della medaglia rendendo talvolta problematica la verifica della qualità dei dati immessi. I numeri di OSM sono andati via via crescendo espandendosi in modo virale, arrivando oltre quota 400.000 utenti, anche se il numero di quelli effettivamente attivi è molto più basso.
OSM si è così pian piano fatta notare a livello commerciale attirando risorse tecniche ed economiche da parte di grandi nomi del web e del hi-tech: Yahoo!, Google e Microsoft su tutti.
Grande risalto ha avuto il ruolo dello Humanitarian OSM Team in occasione del disastroso terremoto di Haiti, che ha reso disponibile ai soccorritori giunti in loco la cartografia GPS delle aree colpite dal sisma e che erano state ignorate dai grandi nomi del business cartografico per ragioni economiche.

2) Quando hai iniziato?

Il primo contatto avvenne circa tre anni fa, tramite un forum di informatica, ma li per li OSM non suscitò in me alcun interesse e la pressoché totale assenza di copertura nella mia zona contribuì a far si che lo bollassi frettolosamente come qualcosa di inutile e senza futuro.
Dopo alcuni mesi però iniziai a praticare mountainbiking sui Colli Euganei e la prima cosa di cui mi resi conto era che non conoscevo praticamente nessun sentiero! Dopo l’acquisto di svariate mappe e pubblicazioni, tutte di pari inutilità, mi convinsi all’acquisto di un GPS caricandovi e salvandovi tracce, salvo restare però subito impressionato dal costo e, dopo poco, dall’imprecisione della cartografia disponibile. Fu allora che mi ricordai del progetto OpenStreetMap: decisi così che prima o poi nessun biker avrebbe dovuto più svenarsi economicamente o rincitrullirsi su cartografie escursionistiche imbarazzanti per mancanza di contenuti e imprecisione!

3) Che sistema usi per mappare?

Normalmente sia in sella che a piedi utilizzo un datalogger GPS, che ha affiancato il mio Etrex Vista HCx, per registrare la traccia e una fotocamera digitale per “fissare” le caratteristiche fisiche del percorso quali il tipo di terreno, particolari ostacoli o punti di interesse. Un volta davanti al PC sincronizzo alla traccia le foto scattate durante il giro (così so esattamente cosa c’era in quello specifico punto del percorso), la elaboro e la carico nel database OSM utilizzando JOSM, il più completo tra i software per il mapping disponibili.

4) Quale consiglieresti per chi volesse cominciare?

Ci sono molteplici metodi e di fatto con i recenti strumenti a disposizione di ogni mappatore non è nemmeno necessario avere un GPS per contribuire al progetto. Rimando alla lettura delle numerose guide (in italiano!) liberamente consultabili sul web o scaricabili.
La cosa davvero fondamentale è di iniziare da ciò che si conosce bene: il vialetto di accesso alla propria casa va benissimo! Scherzi a parte è importante anche conoscere da subito le basi del mapping e posso garantire che la curva di apprendimento non è affatto ripida: non è necessario essere un informatico o geo/carto/chissàcosa! Io stesso nella vita faccio tutt’altro e così la maggior parte dei mappatori che conosco.

5) Cosa ne pensi di Potlatch?

(link)

Lo uso molto raramente e per piccoli interventi, ma piaccia o meno per il 99% dei nuovi mappatori rappresenta il primo approccio con OSM e ritengo che questo sia il suo giusto ruolo: uno strumento buono per iniziare. Tuttavia un uso intensivo mette velocemente in mostra tutti i sui limiti tecnici e le sue incompletezze. Lo step successivo si chiama JOSM (il mio preferito) o Merkaartor.

6) Quali sono le difficoltà maggiori che incontra un mappatore di OSM?

Dal lato pratico, sul campo, l’ambiente stesso che si vuole mappare può rappresentare il primo e più difficile ostacolo da superare: una traccia registrata mentre si è in una stretta vallata o addentro una folta foresta può risultare inutilizzabile con conseguente somma frustrazione.

7) Come sono i rapporti con le mappe cartacee?

Necessariamente buoni. Le mappe cartacee derivate da OSM ne ricalcano ovviamente precisione e completezza, perciò se si sta programmando un’escursione particolarmente lunga in luoghi disabitati e lontani allo stato attuale delle cose sconsiglierei di affidarsi unicamente ad esse.

8 ) Quali sono gli errori più comuni che si fanno e c’è qualcuno che sovrintende che i dati siano esatti?

Generalmente la mancata connessione tra i segmenti che costituiscono differenti ways che in gergo si definiscono “quasi-incroci”. È un errore comune specie tra i principianti, ma nessuno è infallibile, nemmeno il più scafato tra i mappatori. Fortunatamente esistono svariati tools online che mostrano la presenza di questi errori permettendone la rapida individuazione e risoluzione. Questo dal punto di vista pratico del mapping.
Le direttive strategiche globali e la gestione dell’hardware (i server) sono competenza dalla OSM Foundation mentre non esistono organi centrali o locali che certifichino la qualità effettiva dei dati inseriti (il corretto nome di una piazza piuttosto che la reale presenza di un sentiero ciclabile) e del resto qualsiasi verifica sarebbe molto difficile senza una reale conoscenza del territorio. Comunque nemmeno i prodotti cartografici commerciali attualmente in vendita, compresi i più famosi e costosi, sono esenti da errori.

9) Come si diventa un buon mapper?

Uno dei motti di OSM è “mappa solo ciò che conosci”: rispettandolo lo si diventa quasi in automatico.

10) Qual’è l’area in cui sei più attivo e quali sono i tuoi contributi più visibili?

Certamente i Colli Euganei sono quelli che impegnano la maggior parte del tempo che dedico a OSM. Credo poi di aver fatto un discreto lavoro per il comune di Este. Sto portando avanti, pur lentissimamente, anche gli import per i Sette Comuni dell’Altipiano di Asiago coi dati ricavati dalle Carte Tecniche Regionali che la Regione Veneto ha messo a disposizione di OSM.
Infine collaboro con la community veneta di OSM ogni volta se ne presenti l’occasione o la necessità, vedi gli edifici recentemente importati per Padova e Legnaro.

11) La tua attività di mapper è legata alla tua passione per la MTB?

Semplicemente: non fosse stato per la MTB molto probabilmente ora non sarei qui a rispondere alle tue domande. Diciamo che non condivido solo dei dati, ma anche una passione. E sapere che molte persone ne possono trarre beneficio è per me fonte di enorme soddisfazione, oltre ad essere estremamente motivante.
Dirò di più: a livello nazionale la comunità dei mappatori in MTB è probabilmente la più attiva in assoluto e all’ultima conferenza nazionale su OSM tenutasi a Padova ad inizio Ottobre qualcuno ha azzardato a dire che almeno un quarto dei dati oggi disponibili per l’Italia proviene dalla comunità delle ruote grasse….

12) Come giudichi lo stato di mappatura in Veneto?

Luci ed ombre, come per il resto d’Italia. Entusiasmanti eccellenze si affiancano a lande desolatamente vuote o quasi. Basta dare un’occhiata alla fascia meridionale della nostra regione per rendersi conto di quanto rimanga ancora da fare. Ma il tempo è dalla nostra parte: non ci sono scadenze o budget da rispettare e ciò che è mappato rimane, lo si integra e lo si migliora.

13) Quali credi siano gli sviluppi futuri? Data la natura libera di OSM, credi possa interessare alle amministrazioni pubbliche?

OSM ha già ottenuto un indiretto riconoscimento delle istituzioni con la concessione ad esempio all’uso delle Carte Tecniche convertibili in formato OSM, con le ortofoto messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente attraverso il Portale Cartografico Nazionale utilizzabili quali ricalcare percorsi, edifici, eccetera o ancora i dati ISTAT sui confini amministrativi.
Per quanto ne concerne l’utilizzo c’è ancora titubanza e probabilmente serve altro tempo (e altri dati!) perché queste si accorgano di OSM. Paradossalmente parecchie realtà commerciali invece già fanno business con OSM, il miglior timbro di garanzia sulla validità del progetto.

14) Vuoi aggiungere qualcosa?

Credo fermamente che OSM rappresenti qualcosa di “buono” in un senso molto ampio del termine: permette a chi mappa innanzitutto di riappropriarsi in qualche modo del proprio territorio, valorizzandolo e regalandolo contemporaneamente a tutto il mondo. Da la possibilità di vederlo e viverlo, non solo guardarlo e occuparlo. Suscita curiosità e aumenta la consapevolezza di ciò che ci circonda.
Un nodo non costa nulla ma può dare molto a tutti.

Links utili
Portale Veneto di OSM: http://wiki.openstreetmap.org/wiki/Veneto
Pagina wiki sul Parco Colli:http://wiki.openstreetmap.org/wiki/Veneto/Parchi_Naturali/Parco_Regionale_dei_Colli_Euganei
Guida al mapping per principianti: http://www.learnosm.org/files/beginners-guide/Beginning_OSM_it_v1.pdf

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