Si vede subito se una applicazione è stata fatta da esperti o da profani. Nel caso di Strava si capisce che le menti che muovono i fili (o i polpastrelli che pigiano sulla tastiera) sono di ciclisti appassionati, sia nei servizi offerti sia nella gestione dell’area privata.
Strava è fatto per il ciclista da strada, magari iscritto ad un gruppo sportivo, che si trova alla domenica mattina al solito posto per fare i 120 km di rito. Ora vi spiego perché.
Le tracce possono essere caricate direttamente dal vostro navigatore (se è un Garmin) o dall’iPhone o da un telefono Android. Esiste anche la possibilità di caricarle manualmente tramite “scegli il file” (formati accettati: gpx, tcx o fit).

Una volta caricata la traccia, Strava ve la mostra su mappa:


KOM sta per King Of Mountain.

Strava riporta tutti i dati che il vostro navigatore ha registrato, ovvero: distanza, dislivello, cadenza, velocità media, velocità massima, il battito cardiaco (HR), moving time (ovvero il tempo in cui avete realmente pedalato) e resting time (trad: il tempo di riposo, ovvero il tempo in cui avete realmente cazzeggiato).

Il resting time nei nostri giri è sempre molto alto 🙂

La cadenza e il battito cardiaco vengono registrati se il vostro navigatore ha lo strumento che li memorizza.

Inoltre Strava segmenta il percorso, estrapolando le salite che avete fatto. Nel nostro caso:

Come vedete associata alla salita c’è anche la categoria, come nelle blasonate corse a tappe. I Sette Guadi è un GPM di IV categoria.
Nel segmento viene poi calcolata la VAM, cioé: il dislivello in metri (diviso) il tempo in minuti (per) 60. Più alta è la VAM più siete dei veri scalatori.
La VAM di Pantani all’Alpe d’Huez era di 1848.

Per ogni segmento/salita potete visualizzare i risultati di altri ciclisti che si sono cimentati nello stesso tratto. Qui sotto il segmento che sale al Monte Gemola.

La nostra performance non è delle migliori. Ma non sapevamo che fosse una gara.

Tra le funzionalità offerte da Strava c’è anche la possibilità di memorizzare i dati e i componenti della bici. Qua potete vedere la bici che uso ora. Potete anche nascondere i vostri dati, sia i vostri giri e fare in modo che siano visibili solo a chi si registra sul Strava, ma anche i luoghi da cui partite spesso, come ad esempio: casa vostra o il luogo di lavoro.

Come si diceva all’inizio, Strava è perfetto per chi corre in gruppo amatoriale. Tra le funzionalità offerte c’è anche la possibilità di creare dei gruppi (club in inglese) pubblici o privati, dove i membri possono condividere i giri e commentare.

Strava offe due tipologie di iscrizione: una gratuita, che dà la possibilità di caricare 5 giri al mese e di creare gruppi (club) o eventi pubblici; e una a pagamento (6$ al mese) attraverso cui potrete caricare un numero di tracce illimitate e di creare gruppi o eventi privati.

Vi abbiamo presentato brevemente Strava. E’ in inglese, anche se è probabile che tra poco venga resa disponibile anche in italiano. Tra i mille servizi disponibili per visualizzare le vostre tracce GPS questa sembra essere una delle migliori e più professionali. Ha un’interfaccia semplice ed essenziale, tuttavia completa. L’analisi di tutti i parametri registrati o registrabili dai GPS di ultima generazione può rendere gli allenamenti più proficui e può aiutare l’atleta a migliorare il proprio stato di forma.
Molti hanno un navigatore GPS che registra quasi quasi anche i movimenti delle pupille in un dato tragitto, ma non riescono ad usarlo o a capire come visualizzare i dati o contestualizzarli. Secondo noi Strava può aiutarli.

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