Negli anni 60 tra i nostri colli si sentiva lo slogan: “con le cave il pane, con il turismo la fame”. Sono passati quasi 50 anni e non è cambiato molto. Personalmente va tutto il mio rispetto per i lavoratori che stanno appoggiando il progetto di revamping, per loro significa esattamente “il pane”. Il lavoro è uno dei bisogni primari per l’uomo, come del resto il diritto alla salute.

Posso comprendere il loro punto di vista e a loro va tutta la mia solidarietà. Non comprendo tuttavia il motivo per cui i nostri amministratori, tanto presi a organizzare sagre e appuntamenti con la stampa per pubblicizzare depliant patinati di un territorio che non esiste, di un territorio violentato e snaturato solo per rimpinguare i conti correnti dei furbetti di quartiere, non ci abbiano pensato prima a risolvere il problema/la sfida di uno sviluppo sostenibile. E non nocivo per noi e per i nostri figli.

Molto spesso la soluzione è non doversi trovare in certe situazioni.
E’ una delle leggi fondamentali del biker: guardare vicino e poi lontano fin che si vede, costantemente, così da scegliere sempre la traiettoria migliore e non trovarsi in situazioni pessime.
Programmare e amministrare, credo si dica usando termini più tecnici :-)

Per maggiori informazioni sul progetto revamping a Monselice
Qua sotto il Dott. Mazzi illustra le problematiche legate alla salute che il cementificio di Fanna (provincia di Pordenone) creerebbe nel territorio circostante. Il cementificio di Fanna segue lo stesso progetto previsto per il revamping di Monselice è stato sottoscritto un accordo tra azienda e sindacati per il non utilizzo del cdr, come da commento

Nel video il dott. Mazzi dice: un uomo intelligente risolve un problema, un uomo saggio lo evita.

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  • Mario

    In merito a questo articolo vorrei precisare che Italcementi e il cementificio di Fanna della Cementizillo seguono due diversi percorsi.
    Lo stabilimento di Fanna è già un impianto moderno con torre a preriscaldatori (quello che chiede di fare Italcementi), ha invece in corso una domanda per coincenerire (aggiungere come combustibile, normalmente circa il 15/20% in calore) i rifiuti all’interno del loro forno (domanda per l’utilizzo del cdr-q) cosa che invece a Monselice non è prevista come da accordi già sottoscritti.
    Non capisco, o meglio faccio finta, di non capire perchè si continui a disinformare i lettori e gli internauti, ma comunque andiamo avanti.
    La ristrutturazione degli impianti Italcementi prevede la sostituzione degli attuali tre forni con uno di nuova generazione, elementi filtranti compresi, non e ripeto NON sono previsti impianti di coincenerimento rifiuti e non sono state presentate domande in tal senso.
    Se poi vogliamo parlare di programmazione del territorio, l’occasione migliore per programmarne la gestione si è avuta nel 2002 quando, senza la crisi economica, si poteva ragionare in termini complessivi visto che la Cementizillo aveva in corso una domanda per il rinnovo dell’escavazione della cava di Piombà che si trova all’interno del Parco. L’allora sindaco di Baone Francesco Corso (attuale Sindaco) e l’assessore all’ambiente Giancarlo Piva (attuale sindaco di Este), entrambi strenui oppositori alla ristrutturazione di Italcementi, non riuscirono a fare in modo di garantire nè la dismissione del cementificio di Este nè la cessazione dell’escavazione nella cava di Piombà che si trova nei Colli Euganei (prevista nel comunicato per il 2022, altro che cave chiuse, Cementizillo poteva andare altrove a cercare il materiale, come hanno fatto gli altri). Nel loro comunicato hanno detto che sono stati lasciati soli: dove erano i comitati allora?
    Spero di essere stato utile al dibattito in corso.

  • http://www.euganeo.org francesco

    Gentile Mario,
    L’azienda non ha ancora proposto un progetto definitivo. Se lei sostiene che vi sono stati accordi per evitare l’uso di cdr-q nel nuovo progetto, la accogliamo come una buona notizia. Evidentemente ci era sfuggita.
    Tuttavia leggo sul Mattino del 14/11/2010 che “nei giorni scorsi lo stabilimento della Cementizillo è stato autorizzato a bruciare il Cdr” e la Cementizillio è stata acquistata da Italcementi. http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/11/14/news/il-no-della-sovrintendenza-e-soltanto-preliminare-partita-revamping-aperta-2745598
    Qua non si disinforma nessuno, nell’articolo c’è un bel link alla rassegna del Mattino sull’argomento. Mi sembra piuttosto che ci sia una atteggiamento alla NON informazione. Chi scrive non appartiene a nessuno comitato.
    Lei cita il 2002. E chiede dove erano i comitati allora. Io cito il 2002 e chiedo dove erano i nostri amministratori allora. E se avessimo degli amministratori seri e competenti, i comitati non avrebbero motivo di esistere. Il diritto alla Salute e il diritto al Lavoro hanno lo stesso peso nella nostra Costituzione. Come scrivo nel mio articolo da molti anni qua in Veneto, in tutti i livelli di potere, non si amministra per il bene dei cittadini. All’elettorato veneto per essere un buon politico basta che si esterni qualche frase pseudo razzista di nessuna utilità e che si faccia piaceri a chi l’ha votato. E la questione Italcementi così posta ne è la conseguenza.
    In ogni caso la ringrazio per il suo intervento, purtroppo la questione revamping è molto confusa.

  • Riccardo

    Come cittadino di Monselice, preoccupato della situazione ambientale appesantita da tre impianti di produzione di cemento distanti pochi km l’uno dall’altro e che da anni inquinano il nostro territorio, in merito all’intervento del sig Mario mi sento di dire che l’informazione che i nostri amministratori danno a proposito della faccenda è molto fumosa.
    Nessuno dice con chiarezza o meglio rende pubblico un documento firmato dove Italcementi si impegni a non bruciare rifiuti.
    Fatto sta che in ogni caso un cementificio è autorizzato per legge a delle emissioni che per gli stessi inquinanti, sono 9 volte maggiori.
    Nessun quotidiano da informazioni chiare riguardanti la pericolosità e le conseguenze di certi inquinanti (vedi diossine e nano polveri) .
    Quelle informazioni sono fortunatamente disponibili solo in rete e documentate da ricerche scientifiche e mediche.
    Sono gli inquinanti che respiriamo io, lei sig. Mario e tutti gli abitanti della zona e probabilmente respireranno anche i nostri figli se non ci decidiamo a capire che sarebbe ora di trovare una strada di sviluppo diversa da quella legata cementificazione o dall’incenerimento dei rifiuti.
    Credo dovrebbe essere un dovere edico dei nostri amministratori quello di mettere in atto delle iniziative per arrivare alla dismissione di questi impianti garantendo una sacrosanta occupazione alternativa a coloro che lavorano nel settore.
    Ricordiamoci che anche i lavoratori del settore biologico, turistico e agro alimentare sarebbero fortemente danneggiati dall’immagine di un Parco Colli inquinato e deturpato anche dal punto di vista architettonico e anch’essi hanno gli stessi diritti dei lavoratori dei cementifici.
    Mi sento di dire grazie a Euganeo e meno male che qualcuno si interessa a questo tipo di problemi.

  • Mario

    Il cementificio di Fanna segue lo stesso progetto previsto per il revamping di Monselice.
    Questa è la frase non corretta che può generare confusione in un dibattito che già raccoglie di tutto e di più. Come detto Fanna ha richiesto di utilizzare il cdr-q nella combustione, Italcementi ha chiesto di ammodernare gli impianti, non sono previsti nel progetto gli impianti atti a trattare il cdr, non è stata inserita nella richiesta dell’autorizzazione integrata ambientale la possibilità di utilizzo del cdr, è stato sottoscritto un accordo tra azienda e sindacati per il non utilizzo del cdr (http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/11/18/news/accordo-per-l-ambiente-2774367), accordo sottoscrivibile anche in altre sedi e sempre dichiarato da Italcementi pubblicamente.
    Mi risulta che sia già definitivo il progetto a meno di prescrizioni da parte del Min. Beni Amb. e Paesaggistici.
    Sul discorso politico mi sembra un po’ come sparare sulla Croce Rossa: purtroppo la classe politica italiana lascia, diciamo, un po’ a desiderare (in Francia c’e’ una Università che sforna dirigenti pubblici, in Italia possono farlo tutti, anche quelli che hanno in corso procedimenti penali). Quello però che mi fa strano è che i principali oppositori del revamping, Piva e Corso, hanno avuto un’occasione storica nel 2002 per poter arrivare a fare un discorso complessivo sui cementifici e non l’hanno fatto. A parte che avrebbero potuto sistemare la cava di Piombà facendo il ripristino ambientale e poi andarsi a prendere il materiale da un’altra parte, hanno garantito per altri 20 anni l’escavazione in ambito Parco facendo cassa con gli oneri di escavo, 1 € la tonnellata di materiale estratto contro gli 0,52 circa indicato dalla Regione. Sembra un po’ un accordo economico che ha sacrificato il Parco, l’ambiente e tutto il resto.
    E’ qui che secondo me casca l’asino, siamo pronti a dire e fare di tutto quando si tratta degli altri ma quando si guarda nel nostro giardino le cose cambiano. E che dire del dibattito che stà avendo dei ritmi frenetici all’interno del PD quando proprio i due esponenti del PD, Miazzi e Biscaro, sono stati informati direttamente da Italcementi dell’intenzione di ristrutturare il cementificio prima ancora che uscissero sui giornali le notizie?
    Visti i mezzi di comunicazione moderni, anzichè attivarsi subito coinvolgendo chi poteva fare qualcosa hanno aspettato e ancora aspettano invocando un tavolo. Quando parlavano di risolvere il problema occupazionale molti hanno detto fate proposte, è passato un anno e di proposte ho sentito solo quelle ridicole, che fiducia possiamo avere nei politici, oltretutto di minoranza che non sono seduti sulle poltrone chiave?
    In un post su facebook dove si parla del revampig avevo inserito la frase tempus fugit, il tempo scorre, impresa e politica hanno tempi diversi.
    Riguardo il discorso emissioni, le prestazioni ambientali di un cementificio moderno tipo la cementeria di Monselice, si avvicinano molto a quelle di un inceneritore (che è una cosa diversa, lavora a temperature più basse con meno ossidi di azoto ma con maggior rischio di produzione di altri inquinanti). Perchè invece di scannarsi e di parlare dei livelli emissivi permessi dalla legge non si chiede di fare un accordo per definire livelli emissivi molto più bassi di quelli permessi dalla legge? Perchè dobbiamo fare sempre polemica e non ci poniamo di fronte ai problemi con un atteggiamento più costruttivo? Se poi non si vuole il cementificio allora si abbia un po’ di onestà intellettuale di dirlo.

    • http://www.euganeo.org francesco

      se posso rispondere in merito alla classe politica. Prima di fare i soliti discorsi da bar e accusare di immobilismo chi era all’opposizione, è bene criticare quelli che stavano in maggioranza. E sinceramente non capisco perché non si faccia. La “politica” è fatta dalla maggioranza e la responsabilità di eventuali errori ricade nella maggioranza. Criticare/analizzare in maniera costruttiva tutti gli atti presi o non presi che hanno portato in questa situazione paradossale (anche perché queste situazioni non si ripetano mai più) dove si sta dando il via libera ad un nuovo cementificio a 100 metri da parco. Ho trovato il suo intervento molto interessante anche perché spiega un po’ come sono andate le cose PRIMA.
      Le faccio un esempio: la politica edilizia pazzoide di molti comuni di centro destra della periferia di padova è stata l’arma vincente per vincere le elezioni; tra 5 anni, alle prossime elezioni, probabilmente, visto lo schifo che ne è uscito, si cambierà schieramento, e chi andrà a governare verrà accusato di non saper gestire il problema del traffico e del CO2, i problemi di microcriminalità, e tutto il resto. Quando, come dice giustamente lei, i tempi della politica e gli atti della politica impiegano molto tempo a fruttare, nel bene e nel male. La tesi fondamentale del mio articolo è che durante questi tristi anni in cui (ho l’impressione) al governo c’era la demagogia, non si fatto nulla per provare a risolvere il problema/la sfida di uno sviluppo sostenibile. E non nocivo per noi e per i nostri figli. E poi, coi tempi delle politica, tutti i nodi arrivano al pettine. Questo è quello che penso io.
      Riguardo alla questione revamping non posso non sottoscrivere quanto già scritto da Riccardo.

      • Mario

        Apprezzo il modo con cui ha impostato il problema, personalmente non sono quello che ci ride sopra sulle uscite infelici del nostro presidente del consiglio: io mi arrabbio, usando un eufemismo. Così come mi arrabbio e critico ferocemente alcune prese di posizione della lega populiste ma che generano sentimenti anti-veneti e critico ferocemente anche l’attuale amministrazione regionale quando taglia le spese per scuola, ricerca, sanità ma che non ha mai parlato di tagli ai loro stipendi esosi o a quelli della pubblica amministrazione o alla moltitudine di auto e motoscafi blu. Non voglio stigmatizzare poi i comportamenti di tutti quanti, a cominciare dal ns. consigliere regionale della lega.
        Quando trovo però persone che votano e difendono a spada tratta mister B perchè è il presidente del Milan mi chiedo anche che razza di persone siamo (mi ci metto anche io) e come è possibile che nel nostro paese non si riesca ad instaurare uno stato di diritto anzichè di politica da terzo mondo. Dove sbagliamo, siamo proprio degli ebeti tv dipendenti, cocainomani con il cervello consunto, qualunquisti da 4 soldi? Io mi rifiuto di crederlo e penso che siamo solo sfiduciati nel vedere un mondo che va avanti sempre a scapito dei più deboli e di come le nostre azioni alla fine non portino cambiamenti. Vorrei anche dire che bisogna tenere accesa la candela della speranza e della passione per non essere succubi di una società consumista e onnivora.
        Sono convinto che il pragmatismo in Italia sia una parola semisconosciuta, le leggi vengono fatte da avvocati, commercialisti, insomma da persone che poi garantiscono il lavoro alla loro corporazione, alla faccia del cittadino che vorrebbe avere un’amministrazione trasparente e snella. Ancora abbiamo posti in Italia dove si va a bussare con i piedi alle porte di qualche funzionario o politico per avere un qualcosa che magari gli spetta ma che, se non ungi le ruote, non gli arriva o gli arriva in tempi biblici (quella del bussare coi piedi l’ho imparata in Abruzzo, immagine figurativa per dire che hai le mani impegnate per portare regali).
        Rispetto infine la sua posizione sul revamping, mi spiace solo constatare come in tutto il tempo trascorso fino ad oggi si sia fatta una grande confusione, forse ad arte sia da una parte che da un’altra, e non ci sia stato modo di confrontarsi in un dibattito più “civile e urbano” , a tutt’oggi molti parlano per slogan e per sentito dire, qualcuno parla ancora di revamping quale risuolatura delle scarpe.
        Mi spiace anche che qualora si arrivasse alla realizzazione del progetto qualcun altro si prenderà dei meriti, come potrebbe essere ad esempio l’adozione di misure emissive notevolmente più basse, quando ciò poteva essere una carta che avrebbero potuto giocarsi i comitati se non avessero avuto una posizione di chiusura netta ed intransigente (li capisco ma l’integralismo però non ha portato mai niente di buono).
        Con stima Mario

        • Loonet

          Sono d’accordo con questa tua analisi della situazione attuale e mi associo al tuo messaggio di speranza in una società migliore, che deve iniziare anche da noi stessi.

  • Riccardo

    Io sono un cittadino di Monselice, non mi interessa destra, sinistra PD, PDL, ecc. ecc.
    Mi piacerebbe che chi abbiamo delegato ad amministrarci lo facesse nel migliore dei modi con buon senso e soprattutto con onestà e con etica.
    Non sono bene informato di quello che è successo in passato e se, chi poteva mettere fine al problema cave e cementifici non lo ha fatto, per me ha gravemente sbagliato.
    Sono un metalmeccanico che lavora in un’azienda e so che per un azienda l’occupazione e il reddito dei lavoratori, la tutela del benessere degli stessi nonché la sicurezza e la tutela l’ambiente, sono sempre dei costi.
    Un’azienda nasce per fare profitti e non credo investa centinaia di milioni per produrre meno di prima, vista la crisi attuale dell’edilizia (http://www.casaportale.com/public/uploads/ANCE_Osservatorio%20Novembre%202010.pdf) e qui mi pongo la domanda su come farà a giustificare quelle ingenti spese e a trarne poi dei profitti.
    Per esperienza diretta so che gli accordi sottoscritti tra un’azienda e i sindacati fanno presto a decadere e quando ci sono problemi di bilancio o c’è una crisi occupazionale decadono ancora prima.

    L’affermazione che prestazioni ambientali di un cementificio moderno si avvicinino molto a quelle di un inceneritore mi spaventa e non poco http://www.isde.it/Biblonline/relazioni/Incenerimento%20e%20rischi%20per%20la%20salute.pdf visto che quella roba poi ce la respiriamo TUTTI.

    Per me la salute è un bene primario, poi sicuramente viene anche il lavoro perchè solo se stai bene puoi anche lavorare.
    Se continueranno a bruciare pet-coke o bruceranno rifiuti la cosa non cambierà di molto.
    Impianti di questo tipo, autorizzati a inquinare, non sono più compatibili con un livello di civiltà che si definisce moderna e che per questo motivo dovrebbe superare la logica di un economia spesso disonesta e senza etica, legata alla cementificazione, all’incenerimento o allo sfruttamento smodato delle risorse del nostro habitat.
    E per questo non auguro a nessuno di ammalarsi o di vivere accanto ad un amico o un familiare che si è sfortunatamente ammalato di cancro a causa dell’inquinamento.

    Le alternative ci sono e se i nostri amministratori volessero ad esempio convertire il cementificio in un centro di riciclo come quello di Vedelago http://www.centroriciclo.com/ sarei il primo ad appoggiarli.