Una, dieci, mille Valli Selvatiche. I fatti, come lo specchio di un malcostume.
Un mondo di parole: demagogia mascherata di ambientalismo. Un sentimento collettivo e condiviso, una coscienza per la difesa natura, per la nostra terra, che grazie alla nostalgia dei nostri nonni, ai nostri genitori, le nostre insegnanti, i nostri amici più cari, si è sviluppata in noi e che, prima viene ignorata attraverso atti viziati e sconsiderati, che poi vengono avvallati con il silenzio. Una, dieci, mille Valli Selvatiche. In questo Veneto tanto fiero di difendersi dagli immigrati, dagli uccelli di passo, e poi tanto bravo a dare il proprio voto, il proprio assenso, a questa gente, a speculatori. Andassero a fare un giro in bici, piuttosto che votare…
Il Parco Colli, la Regione, tutti hanno avvallato ma non difendono il progetto. E se leggete questo allegato capite che la storia è vecchia. In parole povere quando c’è il centrodestra la cosa avanza e quando c’è il centro sinistra il progetto si ferma. Stando a quanto c’è scritto. Non si elimina mai del tutto. Non si capisce perché. Ma se chiedete in giro, è probabile che sia colpa della sinistra che non lo elimina, come per gli immigrati, le tasse, la sicurezza. Il livello di discussione nei bar del Veneto è grossomodo questo. Del resto la parafrasi delle dichiarazioni dei nostri iper-intervistati politici. Troppo spesso i problemi con il centro destra si eliminano, ma nel senso che si eliminano dal palinsesto. (art. di Ilvo Diamanti)
Progetto Valli Selvatiche ovvero 90 mila metri cubi di cemento. Un mega cubo con una base lunga 300 metri e alto altrettanto. Ma se lo facciamo porticato e con i fiori diventa più bello. La zona termale è piena di alberghi in disuso e abbandonati, ma se lo facciamo ex novo c’è più business. Qua articolo molto interessante sul progetto di Renzo Mazzaro, firma del Mattino e de La Nuova Venezia.
Tra l’altro, nelle Valli Selvatiche potete fare splendide passeggiate tranquille. Per ora. Vedi mappa sotto. E c’è anche un cartello informativo.






