Paolo Rumiz, triestino di nascita e viaggiatore/giornalista di professione. Al momento sono in viaggio e uno tra i pochi libri (problemi di spazio e peso) che ho caricato nel mio zaino c’è questo. Storie sulle due ruote. Tragitti che partono “dopo Mestre” e che arrivano a Oriente. Il Danubio, le distese ampie dell’Ungheria, i tetti spioventi della Mitteleuropa. “Tutto, in un viaggio lento, si riempie di simboli. La salita è penitenza, il bivio è scelta e il rettifilo è introspezione.”
E poi il Veneto e il Friuli, e le riflessioni sull’identità di un popolo che sembra aver smarrito se stesso: “il mestiere che tira più a Nord non è il tornitore o il disegnatore tecnico. Non è nemmeno il mago del marketing. E’ lo strizzacervelli. In Veneto gli psicologi crescono al ritmo di 160 unità all’anno.”
Se l’uomo è l’unione di mente e corpo, la bici è la sua apoteosi, perché in bici mente e corpo vanno alla stessa andatura, scrive Rumiz.
Buon viaggio a tutti, qualunque esso sia.
Popularity: 20% [?]










