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Nel menu in alto, sotto al meraviglioso header con l’arcobaleno di euganeo.org: simbolo della felicità del biker in sella alla sua mtb :-), ho inserito il link alla mappa OpenCycleMap dei Colli Euganei.

Questo progetto, che in buona sostanza nasce come “fork” di OpenStreetMap, è mantenuto e sviluppato dagli utenti/mappatori di quest’ultimo. Lo scopo, come si evince dall’esempio sotto riportato di simbologia chiave usata, è quello di includere le strade e i sentieri per i ciclisti su sistemi online, le quali sono snobbate dalle altre mappe più usate.

Non so se ci sia un sorta di verifica delle revisioni (FlaggedRevs) da parte di editor coi superpoteri, funzionalità per altro già introdotta da wikipedia per alcuni progetti, comunque devo ammettere che sui Colli Euganei si sta facendo veramente un buon lavoro. Complimenti! Molto utile

Openviet

Aggiungendo una nota Off Topic, ma che prende spunto in un certo senso dal progetto Open Street Map, credo che in Italia, a differenza di altre realtà europee, non si riesca a capitalizzare e a convertire in business le vere risorse che ci sono state donate. Una vera e propria incapacità di creare e coordinare nuove forme di business che abbracciano e valorizzano e non saccheggiano l’ambiente. Penso per esempio ai beni culturali e archeologici, alle risorse naturali (acqua, acqua termale e fanghi ma anche fiori e piante) etc, di cui la nostra regione/nazione è ricca e che vengono sommersi e vituperati da forme di “business” o di affari senza futuro, interi habitat condannati a morte da speculazioni e intrallazzi vari. Una sorta di progresso degenere fatto a schiacciasassi.
Infatti la mentalità veneta, ma anche italiana in generale, tende piuttosto a fare i schei qui e ora. Non importa come e con quali conseguenze. Non c’è il lungo termine e la cooperazione è piuttosto una maschera di facciata, senza una reale e continuativa inter-operatività. Questo discorso prende spunto da Open Street Map perché è assurdo che sia solo grazie alla buona volontà di pochi (dal sistemista che ha creato il portale al giovane biker che passa le serate a mappare) che vengano messe a disposizione di tutti i sentieri e i percorsi. Senza contare la manutenzione degli stessi sentieri. Che dovrebbe essere garantita da enti pubblici, e non dalla buona volontà dei singoli, sia per competenza e programmazione e sia che per mezzi. E da qui l’argomentazione (completamente sterile) tutta italiana che “no ghe xe schei” che non ci sono soldi per opere di pubblica utilità che non hanno un tornaconto immediato, la vera maledizione di questi anni. L’antipolitica degli ignoranti…che poi concede milioni di euro per appalti improbabili, però strategici (quale strategia non si sa) Volete una soluzione? Facciamoli andare a scuola

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