A volte è una necessità, altre una comodità. Se poi ci si porta la bici diventa anche un bell’impegno. Con argomentazioni, dissertazioni, opinioni, aspetti, rapporti, sul tema “mezzi pubblici” o “mobilità (sostenibile)” si possono riempire molti libri. Alle superiori, con un tema così, ci riempivi almeno tre fogli protocollo.

Le due argomentazioni più robuste sono: andare coi mezzi pubblici si risparmia e si inquina molto meno: l’energia impiegata affinché lo spostamento si verifichi, viene spesa meglio, coinvolgendo un numero più alto di persone. La terza, più pratica, è che per certe tratte e certe destinazioni si fa molto prima.
Dall’altra parte, la “neno via coa machina mia” ovvero la mobilità privata ha la comodità del riscaldamento centralizzato e l’ultimo CD degli U2. Da aggiungere l’impossibilità di raggiungere certi luoghi con i mezzi pubblici e, in altri casi, il fatto che ci si impiega meno tempo spostandosi in macchina. La bici invece per percorsi brevi rimane il mezzo più economico e meno inquinante.

Comunque da un certo kilometraggio (forse dai 5000 km) in poi viaggiare coi mezzi pubblici diventa una necessità molto conveniente. Se si è da soli anche prima dell’ipotetici 5000 km.

Milioni di persone, soprattutto studenti, li usano ogni giorno per andare a lavoro. I mezzi pubblici sono in simbiosi con questa società globale, globalizzata e globalizzante, che vorrebbe spostare le persone alla stessa velocità e con la stessa frequenza delle loro comunicazioni. Un’interattività fisica, oltre a quella virtuale, di merci e persone.
Inoltre i mezzi pubblici, proprio perché sono pubblici, sono lo specchio della società che li gestisce e coordina. Il corollario di ciò è la puntualità dei treni austriaci.

In Italia, secondo me, si tira un po’ a campare. Qui il rapporto/statistiche ISTAT sullo stato dei mezzi pubblici nel nostro paese.

Google Transit invece è un servizio da poco disponibile sulle mappe di Google che aiuta a pianificare i propri itinerari sfruttando i mezzi pubblici. L’Italia non è molto battuta da questo servizio del Big G. A questo momento (già domani potrebbero essere di più, Padova e Provincia?)  solo sette città hanno caricato i loro orari e percorsi. Il punto debole si questi servizi è l’aggiornamento e la completezza. In ogni caso già poter vedere il tracciato e le fermate che compie un autobus può essere molto d’aiuto.

Per contattare Google Transit, scrivete a labs-transit_content@google.com. Se invece siete il responsabile di una società di trasporti, potete andare direttamente a questa pagina in inglese e compilare un po’ di dati.

Infine, da fruitore di mezzi pubblici mi sento di darvi un po’ consigli, non regole, tratti da vita vissuta 🙂

  1. Capire dove effettivamente ci si trova
  2. Capire dove effettivamente si vuole andare
  3. Informarsi preventivamente sul termini chiave da usare a seconda della parlata locale, nel caso (molto frequente) si debba chiedere informazioni ai passanti. Termini come “stazione” “coincidenza” “partenze” “binario” “arrivi” “treno” “per bacco” “che maledetta sfortuna” “ritardo” vanno necessariamente imparati prima di partire.
  4. In Francia si parla molto poco inglese. I Francesi ce l’hanno ancora con gli Inglesi per storie vecchie
  5. Leggete attentamente gli orari dei treni. E verificate di essere davanti al tabellone “partenze” e non a quello degli “arrivi”. La prova del 9 è chiedere prima di salire sul treno ai passeggieri dove stanno andando. Avete scelto il cavallo giusto se la vostra meta coincide con la loro o è per strada
  6. † questo simbolo in alcuni paesi significa “festivo” e non che il treno è stato soppresso
  7. Se la biglietteria è chiusa, tutto è concesso
  8. Quando salite in treno, avvisare sempre il capotreno della vostra presenza e iniziare ad instaurare buoni rapporti con lo stesso. Se avete la bici con voi questa è una buona prassi per evitare misunderstatement
  9. Fate l’inventario delle borse che avete caricato sul treno, prima di scendere
  10. Portarsi sempre dietro moneta locale
  11. Dichiararsi “stranieri” a volte funziona, soprattutto nel caso di supplementi
  12. Buon senso, spirito di addattamento e una buona rivista forse vi renderanno la giornata meno lunga e più piacevole
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